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Abaco Società Cooperativa soluzioni per i Beni Culturali

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Un reperto straordinario!

Questo capolavoro dell'arte sarda proviene dal Tempio "Sa Carcaredda" situato in località "Funtana de Binu" – Villagrande Strisaili.

Un'area sacra che custodisce ricordi della devozione verso divinità e antenati da parte delle genti nuragiche che abitarono l’alta Ogliastra.

Il tempio, costruito con blocchi irregolari di granito, porfido e più raramente calcare, si articola in due vani quadrangolari che immettono in un ambiente circolare che conservava al suo interno un altare che riproduceva due torri nuragiche raccordate da un paramento murario. All'esterno, una struttura a pianta rettangolare irregolare ha restituito uno straordinario deposito di bronzi votivi.

Il reperto nell'immagine rappresenta un tris di armi miniaturistiche in bronzo: una custodia con uno stocco, pugnale o daga, pugnaletto ad elsa gammata sovrapposti.

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🇮🇹 Tracce di strutture di una villa romana di grandi dimensioni e di un monastero di epoca medievale, visibili dall'alto sotto forma di cropmarks (evidenze legate alla differente crescita delle colture in presenza di strutture o fossati sepolti), in provincia di Foggia. Video rendering da rilievo fotogrammetrico 3D da drone.

🇬🇧 Wall foundations of a large Roman villa and of a medieval monastery, both visible from above in the form of cropmarks (evidence related to the different growth of crops in the presence of buried structures or ditches), near Foggia, Italy. Video rendering from aerial 3D data acquisition by drone. Repost @archeoflight
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Molti cavalli “hanno “seguito” questo signore cinese nell’aldilà più di 2000 anni fa. Se capiti in Cina puoi visitare questo straordinario luogo di sepoltura nello Henan. I carri che puoi vedere tra le ossa di cavallo sono un’invenzione che proveniva dalle steppe eurasiatiche.
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PC: Henan Cultural Heritage Administration
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🇮🇹 Ponte romano sul fiume Ofanto, Canosa di Puglia (BT).
🇬🇧 Roman bridge across the Ofanto river, Canosa di Puglia, Italy.
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Tra le testimonianze più colorite e accese dell'Guerra di Perugia (𝘽𝙚𝙡𝙡𝙪𝙢 𝙋𝙚𝙧𝙪𝙨𝙞𝙣𝙪𝙢) che si combattè tra le forze di Ottaviano (futuro Augusto) e quelle asserragliate tra le mura di Lucio Antonio, fratello di Marco Antonio, insieme alla sua cognata Fulvia tra il 41 e il 40 a.C. sono le cosidette 𝗚𝗹𝗮𝗻𝗱𝗲𝘀 𝗣𝗲𝗿𝘂𝘀𝗶𝗻𝗮𝗲.

👉🏻 Le ghiande missile, un gruppo di proiettili in piombo che si scagliavano addosso i due eserciti tramite i frombolieri – dei reparti ausiliari che supportavano le legioni.

Su questi proiettili, in materiale pesante ma tenero da incidere, a volte i frombolieri scrivevano insulti (per lo più a carattere sessuale) rivolti contro il nemico: se ne trovano sia contro Ottaviano, sia contro Marco Antonio, sia contro le loro partner femminili.

Oggi esposte al Museo archeologico nazionale di Perugia, se ne possono leggere di ogni:

– "cerco l'ano di Ottaviano" (peto Octavia<ni> culum);
– "salve Ottaviano, tu lo succhi" (salve Octavi felas);
– disegno di fallo e scritta: Octavi lax<e> ("Ottaviano sfondato");
– scritta: Octavi laxe. Disegno di fallo e scritta: sede ("siediti sopra");
– "L. Antonio il calvo e Fulvia, spalancate il didietro" (culum pandite);
– scritta molto rovinata, forse: patice ("o tu, sodomita passivo").

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RIcordate la scoperta nel 2015 della Tomba di Lavau, nella regione dello Champagne?

👉🏻 Una sepoltura di un principe Celtico vissuto nel V sec. a.C. intatta col suo corredo di manufatti in bronzo e oro che sono giunti sino ai giorni nostri.

Le analisi hanno rivelato come la cintura fosse decorata con fili d'argento tutti intrecciati in motivi celtici.

I manufatti scoperti raccontano anche una storia di commercio e comunicazione tra culture antiche, un modello che sta diventando sempre più prevalente nei recenti ritrovamenti archeologici.

Insieme al principe è stata sepolta una giara utilizzata per versare il vino, realizzata in ceramica greca, decorata con motivi etruschi in oro e disegni celtici in argento. È la prova fisica delle interazioni culturali ed economiche che hanno avuto luogo tra il mondo celtico e quello mediterraneo durante il V secolo.

Durante questo periodo storico, i greci stavano combattendo una guerra per la loro stessa esistenza contro la Persia alle Termopili, alla Baia di Salamina e a Maratona. Per un breve periodo le città-stato greche misero da parte le loro divergenze e si unirono contro un nemico comune. Ciò chiaramente non ha impedito al commercio di accadere, però. I greci erano famosi per i loro lavori in bronzo e le ceramiche iconiche.

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La città sommersa di Baia, nei pressi di Napoli, presenta una straordinaria ricchezza di reperti archeologici tra i 5 ei 7 metri di profondità.

👉🏻 Un vero e proprio museo sommerso con i resti dell'antica città romana: dal porto alle ville aristocratiche, accessibili anche con immersioni di bassa difficoltà.

Questo fantastico sito sommerso a causa del fenomeno del bradisismo, si trova non lontano da Napoli, nella splendida baia del Golfo di Pozzuoli, dove un tempo sorgeva l'antica città romana di Baia. Nello specchio d'acqua compreso tra Punta Epitaffio e il promontorio del Castello di Baia è possibile notare come i resti archeologici siano perfettamente visibili.

Un tuffo nel passato tra anfore, mosaici e statue sommerse da secoli. Un sito archeologico unico al mondo, dove mare e cultura si fondono mostrando una bellezza che incanta.

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📸 @edorus

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Nel 2003 Christie's battè all’asta un dado a 20 facce, di colore verde bottiglia, utilizzato dai Romani, risalente circa al II secolo d.C.

👉🏻 Di recente ne è stato mostrato un altro in quarzo.

Non ci è dato di sapere per cosa esattamente fossero utilizzati questi “icosaedri” rinvenuti nell’Egitto greco-romano: le tesi più accreditate sono quelle legate al gioco o a riti divinatori.

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In una delle zone più remote della Repubblica di Tuva in Siberia, su un'isola del lago Tere-Khol, si trovano le rovine dell'antica 𝗙𝗼𝗿𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗼𝗿-𝗕𝗮𝘇𝗵𝘆𝗻.
Le controversie sull'origine e lo scopo di questa struttura sono in corso da molti anni.

Il nome deriva dal tuviniano 'casa di argilla', e in effetti la struttura è in mattoni adobe.

Gli scavi suggeriscono che fu costruito come palazzo uiguro nell'VIII secolo d.C., convertito poco dopo in un monastero manicheo, abbandonato dopo una breve occupazione e infine distrutto da un terremoto e successivo incendio. I suoi metodi di costruzione mostrano che Por-Bazhyn è stato costruito all'interno della tradizione architettonica cinese Tang.

📸 @vypuskniki_

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Il sito di 𝗚𝗼̈𝗯𝗲𝗸𝗹𝗶 𝗧𝗲𝗽𝗲 si trova a 18 chilometri a nord-est del centro di Şanlıurfa, vicino al villaggio di Örencik.
Il sito è stato scoperto soltanto nel 1963 durante un'indagine condotta in collaborazione con le Università di Istanbul e Chicago ed è stato identificato come “V52 Neolytic Settlement”.
Il vero valore dell'area iniziò ad emergere con gli scavi iniziati dopo il 1994. Dopo questi studi, si è capito che Göbekli Tepe era un centro di culto risalente a 12.000 anni fa.

È tra i più antichi siti archeologici testimonianti una civiltà antica dedita al culto insieme al sito Karahan Tepe.

Non si sa ancora perché ma attorno all'8000 a.C. il sito venne abbandonato e volontariamente sepolto con terra riportata dall'uomo.

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📸 @gezivearkeoloji

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La Napoli antica: il porto.
Analogamente ad oggi, nell'antichità Napoli fu una grande città portuale. Per l'appunto la città era dotata di un grande porto, scoperto durante gli scavi per la metropolitana di Napoli in Piazza Municipio. Si trova ben 13 metri sotto al livello di calpestio e diverse decine di metri lontano dall'attuale costa. Si trattava certamente di un porto importante complici i ritrovamenti di elementi d'importazione ed esportazione come una notevole quantità di ceramica (anche sigillata). Le numerose monete ritrovate testimoniano i cospicui scambi. Tuttavia, i rinvenimenti più importanti sono stati i cinque relitti di navi, attraverso i quali siamo riusciti a capire quale fosse la vegetazione della zona campana e del basso Tirreno durante l'epoca romana (ciò è avvenuto tramite lo studio del legno e dei pollini depositatisi sulle navi al momento della loro costruzione).

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Ricostruzione dell'elmo anglosassone Sutton Hoo.
L'elmo originale di Sutton Hoo è stato trovato durante uno scavo del 1939 della sepoltura della nave di Sutton Hoo.
La gente pensa che un re anglosassone possa essere stato sepolto qui, e un candidato popolare è Raedwald, che governò il regno dell'East Anglia all'inizio del VII secolo.

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Art by Pedro Mendes
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Lo splendido Museo della Necropoli del Palazzone – Ipogeo dei Volumni a Perugia, oltre a diversi altri capolavori, custodisce una vera rarità: una sorta di "𝗯𝗲𝗮𝘂𝘁𝘆 𝗰𝗮𝘀𝗲" 𝗲𝘁𝗿𝘂𝘀𝗰𝗼, con più di 2.000 anni di vita.

👉🏻 Il manufatto è in legno, è ricoperto da piccole lamine di osso con rifiniture in bronzo. Tre sono gli scomparti, al cui interno: due unguentari, un pettine, una pietra a forma di tavoletta per uso cosmetico ed il manico in osso di un flabello.

Si crede che la proprietaria fosse Thania Veltsnei, raffigurata sulla fronte dell’urna che ne conserva le ceneri nel triste momento del distacco dal marito. Nella sua mano un piccolo ventaglio (come quello contenuto nel cofanetto), mentre la fedele ancella che la segue ha con sé il cofanetto di bellezza della padrona.

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Photo @ipogeodeivolumni

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Visita notturna alle antiche mura di Jesi…si replica martedì 3 agosto, visita gratuita e al fresco…che visto i caldi non guasta 😅 tks @archeoclub_jesi #archeologia #jesi #mancini #archaeologylovers #archeoinprogress #medioevo #igersitalia #igersmarche #marche #summer2021

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